|
E’ ormai una consuetudine, per la nostra scuola, offrire ai
ragazzi la possibilità di intraprendere percorsi cognitivi attraverso lezioni
itineranti, nei luoghi più significativi della cultura presente nel nostro territorio ed è sempre
una piacevole occasione di grande respiro culturale la visita alla Valle dei
Templi.
Quest’anno, il percorso d’arte che i nostri alunni hanno
potuto conoscere, approfondire e apprezzare è stato ancor più significativo e
coinvolgente : l’evento straordinario della mostra “Arte contemporanea per il
Tempio di Zeus” ha fornito, infatti, l’opportunità di penetrare, attraverso il
dialogo di opere classiche e contemporanee, la meravigliosa creatività
attraverso la quale l’artista di ogni tempo esprime mirabilmente in forme
sempre in evoluzione il pensiero, la sensibilità e il divenire dell’uomo nel
tempo e nella storia.
E’ un
concetto che si è snodato ed ha preso corpo man mano che gli alunni delle
classi terze C e D del nostro Istituto, guidati dai docenti Pietro Conte,
Rosadea Sardini e Maria Teresa Sammartino, percorrevano la via Sacra, da Villa Aurea verso il tempio della
Concordia.
Il
giardino della dimora che un tempo fu del capitano inglese sir Alexander
Hardcastle, che ingloba i resti della necropoli paleocristiana e la cella del
più ammirato dei templi dorici, eccezionalmente aperti per l’occasione al
pubblico, vedono incastonate in uno scenario suggestivo, a contatto con la natura,
opere di rilevante interesse che ripropongono un tema centrale per il mondo
classico: il rapporto tra l’uomo e l’universo.
Uniche per la loro rara espressività e plasmate da artisti
di spicco del panorama internazionale come Giacomo Manzù, Arman, Mitoraj, il gruppo AES+F, Carin Grudda, Maraniello, Perez, Young,
Guerresi, Emilio Greco e molti altri, hanno stimolato vivo interesse e hanno
stupito per come le loro forme e le cromie si sono piacevolmente integrate con
la maestosità dei monumenti dell’antica Akragas.
Suggestiva e di grande impatto emozionale campeggia maestosa
al centro della cella del tempio della Concordia Bianca, di Francesco Messina,
una scultura in marmo ispirata ai lineamenti della moglie dello scultore, in
uno stile che si rifà agli archetipi classici.
Di grande spunto educativo è stato il poter facilmente far
rilevare, prendendo spunto da questa commistione artistica, come presente e
passato siano sempre tra loro collegati e che radici e rami di una cultura
siano tra loro uniti dall’indissolubile legame di una linfa esistenziale che è
anima dell’uomo e che in essa scopre il significato profondo del suo essere e
del suo esistere.
E’ stata di grande rilevanza anche far comprendere la
generosità degli artisti che hanno offerto le loro opere per poter finanziare il recupero dei
frammenti di uno dei Telamoni del Tempio di Zeus che verrà eretto sul posto,
restituendolo così alla pubblica fruizione.
|